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Ricerca organica su Google e WordPress

Molti siti web per avere successo dipendono dalla ricerca organica su Google degli utenti che, trovando ciò che cercano atterreranno sul tuo sito, blog o eCommerce. La SEO svolge un ruolo fondamentale quando si tratta di posizionare i contenuti nella SERP del motore di ricerca. Ma se provi ad “ingannare” Google sarai penalizzato. In questo caso parliamo di “Black Hat SEO”.

Chi usa WordPress è particolarmente attento alla ricerca organica su Google degli utenti che vorrebbe venissero indirizzati ai propri contenuti. Per fare ciò esistono sofisticate tecniche di posizionamento SEO, altre vengono invece deprecate e chiamate tecniche di Black Hat SEO. Vediamo cosa non fare per non subire penalizzazioni anche a volte molto pesanti se non irreversibili.


Ricerca organica su Google e WordPress

La Black Hat SEO è un’insieme di tecniche volte a migliorare la tua classifica sui motori di ricerca che usa un approccio abbozzato e non etico. Fino a qualche hanno fanno era possibile, per esempio, riempire i testi di parole chiave o meta tag. Oggi invece, se usi queste tecniche (keyword stuffing) sarai certamente penalizzato. Stessa cosa dicasi per l’acquisto di link di bassa qualità, venduti “un tanto al chilo” in rete. Ecco perché abbiamo identificato 6 tecniche da evitare. Quando si parla di ricerca su Google, si parla infatti di risultati organici veri e non determinati da “artefizi” di qualche sorta e poco professionali.


1) Keyword stuffing

“Trovare le migliori scarpe da corsa nel 2018 è difficile. Ci sono centinaia di migliori scarpe da corsa nel 2018 tra cui scegliere. Se scegli la scarpa da corsa sbagliata per te, i tuoi piedi non ti ringrazieranno”. A meno che tu non sia un robot, i tuoi articoli non dovrebbero mai dire nulla del genere. Ad essere onesti, non esiste una metrica precisa che indica quanto spesso dovresti utilizzare le parole chiave all’interno dei tuoi contenuti. Il meglio che ti posso raccomandare è di usarle solo quando ha senso.

La logica dietro al keyword stuffing (l’imbottitura di un testo di parole chiave) è che i motori di ricerca si basano su parole chiave e metadati per dare un senso al contenuto. Quindi, è ovvio pensare che più volte usi una parola chiave, più i motori di ricerca potrebbero pensare che le tue pagine siano ottimizzate per query precise. Ma come puoi immaginare, i motori di ricerca si sono adattati per rilevare questo approccio.  La prossima volta che lavorerai ad un articolo, assicurati che quello che scrivi sia “naturale”. Puoi anche utilizzare Yoast SEO o altri plugin per monitorare la densità e l’utilizzo delle parole chiave.


2) Acquisto di link di bassa qualità

Uno dei modi in cui i motori di ricerca determinano quale contenuto sia il “migliore” è controllare a quanti altri siti web sia collegato. La logica è che se i tuoi contenuti sono buoni, altri siti vorranno condividerlo con i loro utenti. In realtà, i backlink sono uno dei criteri più importanti che i motori di ricerca utilizzano per classificare il tuo sito web. Acquistare link sembra quindi una cosa ragionevole, tuttavia se qualcuno ti vende link, è probabile che tu non sia il suo unico cliente. Vogliono vendere il maggior numero di link possibile, quindi i motori di ricerca potrebbero contrassegnarli come spam. Il risultato di solito è quello di sprecare denaro su collegamenti che non aiutano il tuo sito ad aumentare il ranking nella SERP.


3) Spinning di articoli

Lo spinning è una delle tecniche più eclatanti di Black Hat SEO. Si tratta di riscrivere articoli già pubblicati da altri su argomenti popolari, cercando di renderne unico e originale il contenuto. In molti casi gli utenti copiano e incollano interi paragrafi di testo, pensando che, cambiando semplicemente qualche parola qua e la, il loro testo possa essere letto come unico, anche se in realtà non sarà così. Impegnati quindi a creare davvero un contenuto unico e originale.

Ricerca organica su Google e WordPress

“Ricerca organica su Google e Black Hat SEO.”


4) Markup Spam

Lo schema markup è un tipo di codice che puoi aggiungere alle tue pagine in modo che i motori di ricerca possano capire meglio i tuoi contenuti. Puoi rivedere completamente le meta descrizioni e trasformarle in rich snippet. Più informazioni fornisci ai motori di ricerca, più è probabile che l’algoritmo sappia quando visualizzare le tue pagine. Inoltre, i rich snippet presentano una percentuale di click-through (CTR) più elevata rispetto ai link normali. Pertanto, ha senso utilizzarli quando possibile.

Usare parole chiave nel tuo markup ha senso. Ma le stesse regole si applicano allo schema markup come al resto dei tuoi contenuti. Non dovresti mai inserire troppe parole. Non solo i motori di ricerca saranno in grado di riconoscerlo, ma usare un sacco di parole chiave in un breve paragrafo non suonerà mai bene.


5) Web Rings

I web rings sono gruppi di siti web che si collegano l’uno all’altro nel tentativo di ingannare i motori di ricerca, facendogli credere che i siti meno popolari siano importanti. Immagina, ad esempio, di avere quattro siti web tutti posizionati in una nicchia simile e di utilizzare ciascuno di essi per discutere di contenuti solo leggermente diversi. Quindi, aggiungi link tra loro ogni volta che ha senso farlo all’interno dei tuoi contenuti. Sembra corretto. Ma, i motori di ricerca sono bravi nell’individuare questa pratica. I motori di ricerca non si preoccupano solo del numero di collegamenti, ma della loro qualità e unicità di contenuto.


6) Spam dei commenti sul blog

Ultimo ma non meno importante è la tecnica di spam dei commenti, che è una delle tecniche Black Hat SEO più ovvie e meno efficaci. L’obiettivo principale dei commenti spam è quello di aggiungere un link, anziché acquistarlo o scambiarlo. Secondo alcune fonti, la creazione di link tramite i commenti del blog può avere un impatto positivo sul tuo sito web.

Tuttavia, devi anche capire che molte persone ignorano i tuoi commenti come fossero spam. Alcuni siti web potrebbero persino rimuoverli o vietarti di commentare a titolo definitivo. L’approccio giusto è solo quello di includere collegamenti al tuo sito web ogni volta che sono rilevanti. Anche in questo caso, dovresti usare questa tecnica con parsimonia.


Ricerca organica su Google: conclusioni

La crescita della ricerca su Google di un sito web richiede tempo. Quando si tratta di SEO, non esistono scorciatoie. Se qualcuno ti dice il contrario, probabilmente sta cercando di venderti qualcosa. La buona notizia è che, continuando a pubblicare ottimi contenuti, le classifiche dei motori di ricerca dovrebbero migliorare in modo organico. Ci sono un sacco di tecniche Black Hat SEO che devi evitare, come il riempimento eccessivo di un testo con le parole chiave e l’acquisto di link di bassa qualità. In generale, se un metodo sembra un po ‘approssimativo, è meglio ascoltare il proprio istinto. Assistenza WordPress di Gestione WP è naturalmente a tua disposizione per una consulenza gratuita. Stay tuned, Gestione WP.

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